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ENOA : 4, rue de la Chesnaie, 35250 Saint Sulpice la Foret, France


Italy, Firenze

Premessa

Dopo l’intervento del gruppo internazionale degli operatori del corso "Anima Giovane" organizzato da Enoa e promosso dal quartiere 3, la partecipazione dei ragazzi è cambiata.

Sono stati contattati un gruppo che si è autonominato "La Fontana". I ragazzi si incontrano nella piazza che si trova a pochi passi dal centro giovani. Hanno dai 16 ai 19 anni. Sono numerosi, da un minimo di 10 a un massimo di 20 ragazzi. Sono legati da rapporti di amicizia, dalla scuola o dallo sport che praticano insieme. Conoscevano il centro ma non erano mai stati dentro. Pochi di loro hanno interessi extra - scolastici o di carattere non sportivo. Solo uno suona ed è stato coinvolto nella sala prove da un ragazzo musicista frequentatore del centro.


Con loro si sono sviluppati rapporti nuovi, rafforzate le relazione e attivati processi di cambiamento.

I ragazzi sono passati dalla percezione del centro come luogo di aggregazione rivolti ad altri alla idea che c’è uno spazio all’interno anche per loro. L’utilizzo del computer, la navigazione affiancata dall’operatore, la circolarità d’informazioni sulla gestione della Sala prove tra i soliti frequentatori e i nuovi arrivati, sono stati tutti spazi e momenti di condivisione.

Si sono differenziati gli interventi e le modalità di svolgimento dei ruoli degli operatori.

Le azioni educative si sono sviluppate dentro e fuori del centro e di conseguenza sono stati utilizzati metodologie e percorsi differenziati.

Al gruppo informale "La Fontana" è stata data un'attenzione particolare, sia per la sensibilità e disponibilità dei ragazzi sia per le novità e l'entusiasmo che questi portano all'interno del centro.

I ragazzi sono stati ascoltati. All'inizio, avevano sollevato il bisogno di una stanza, per cui insieme si è cercato di capire quale utilizzo dare a questa, come gestirla, cosa fare. In questi momenti di riflessione hanno concretizzato che in realtà l'unica importanza che questo spazio per loro avrebbe avuto era quello di un luogo in cui stare, riparati dal freddo e dalla pioggia dell'inverno. Non c'era il desiderio di farne uno spazio di aggregazione con delle attività programmate e con obiettivi concreti. Una volta focalizzato il bisogno e sfatata l'importanza della stanza, i ragazzi sono stati invitati a utilizzare il centro, dove c'è già una stanza e per di più, attrezzata di computer e programmi utili.

La presenza dei ragazzi non è frequente, vengono al centro per realizzare ciò che serve per la progettazione dello scambio. Lo scopo educativo che gli operatori si erano posti è stato quello di renderli consapevoli dell'esistenza di uno spazio aperto anche per loro e di potere liberamente utilizzarlo.

Volontarie SVE (Servizio Volontariato Europeo)


Le due volontarie hanno un ruolo importante nello svolgimento delle attività del centro. La loro provenienza, una spagnola e l'altra polacca, e i loro interessi, sono contributi ricchi di stimoli per i ragazzi oltre che di collaborazione con gli operatori Bri@n nella gestione dei gruppi .

Coerenti con l'obiettivo di stimolare i ragazzi alla mobilità, le due presenze straniere riportano le loro diversità culturali, rendendo i rapporti con i ragazzi denso di incoraggiamenti alla mobilità.

In tempi alternati, ogni una di loro, presenterà la propria realtà culturale ai ragazzi del gruppo informale. Porteranno fotografie, musiche e racconti della loro terra. Il tutto si svolgerà nella piazza dove i ragazzi sono presenti.


Presenza in comune con gli operatori di strada

Alcuni lunedì sono venuti a trovarci nella piazza gli operatori di strada. I ragazzi hanno interagito con loro, si sono presentati, sono entrati nel camper…

Crediamo sia fattibile realizzare una progettazioni insieme a loro, concordando obiettivi comuni e sintonizzando le proposte. Potrebbe essere l'inizio di un vero e proprio lavoro congiunto in cui ongi uno contribuisce con il suo.

Di questo si è parlato con gli operatori di strada e sono stati disponibili. Resta ora di mettersi in contatto e di attuare una strategia comune d'intervento. 

Gruppo informale La Fontana

Lo sviluppo graduale

La novità dei rapporti consiste nel fatto che tra di loro, prima di entrare in contatto con gli operatori del centro, i ragazzi condividevano il loro vissuto quotidiano della realtà scolastica e altri argomenti tipici della loro età. Ora c'è qualcosa in più, si discute su dove vogliono andare, su ciò che si vuole fare, sull'argomento da condividere con i ragazzi stranieri…

Questa situazione ha rafforzato le relazioni tra di loro, dando uno scopo e un obiettivo alla partecipazione attiva alle proposte e offrendo la possibilità a ciascuno di esprimersi e di esperimentarsi in situazioni nuove e in azioni diverse.

Per cui possiamo dire che sono state messe le basi per attivare dei processi di cambiamento. Resta in chiaro che, sono i ragazzi a decidere, a fare, a muoversi ma anche a non fare, a non decidere e a non partecipare. Questa modalità di relazione che si è stabilita tra gli operatori e i ragazzi rende lo svolgimento delle attività molto "lento" e avvolte non si ottengono i risultati voluti. Per ora, possiamo dire che si stanno muovendo, ma vorremmo rispettare i loro tempi e anche i loro processi di interiorizzazione dei stimoli che dai operatori ricevono. In fine, vogliamo essere coerenti fino in fondo con i principi dell'educazione non formale.

Descrizione del gruppo e metodologia di lavoro

Il gruppo ha una grande capacità di auto - organizzazione. Sono per la maggior parte studenti e dedicano alla scuola molta importanza. Tra di loro esiste disponibilità al dialogo, curiosità, ed entusiasmo. Lo stimolo che hanno ricevuto dall'operatore Bri@n è stato quello di dare uno scopo al loro stare insieme, organizzarsi e adoperarsi per realizzarlo. I tempi di concretizzazione delle idee che sono venute fuori nei vari incontri, sono vincolati dalla scuola e dalle attività sportive che nel tempo libero praticano. Nonostante queste restrizione si sono attivati dei percorsi e dopo la prima fase di contatto, di conoscenza reciproca, e di riconoscimento dei ruoli, abbiamo messo in chiaro alcuni punti fondamentali per continuare il lavoro insieme:

- Messa a fuoco

Spiegazione dettagliata del progetto Bri@n: come è nato, cosa offre e che tipo di contributo dà alla vita del centro.

Chiarificazioni sul ruolo dell’operatore, sulla modalità di svolgere le attività concordate insieme, sullo stile da dare alle iniziative, sullo spirito con cui si vuole lavorare.

Un incontro è stato puramente dedicato all'ascolto dei ragazzi. Non sono venute fuori idee, ma hanno spiegato all'operatore, le loro giornate, quello che piace fare e quello che non piace. Sono consapevoli dell'importanza di fare qualcosa e ne sentono il bisogno ma non sano bene cosa fare. Arrivati a questo punto del percorso si è pensato di dire liberamente quello che vorrebbero fare indipendentemente da ciò che sanno fare. Questo ha dato inizio ad una fase propositiva. Hanno dato il via alla fantasia e sono venti fuori le idee.

E’ stata fatta una introduzione sul programma gioventù nella piazza in cui loro si incontrano. L’operatore aveva preparato anche una serie di riflessioni sull’importanza del viaggiare, dell’entrare in contatto con altre lingue e culture. Si è ragionato a fondo sul concetto di scambio e di interculturalità.

L’approfondimento del programma Gioventù e i passi da seguire per la realizzazione delle azioni previste, sono stati momenti di incontro dentro il centro. Questo ha offerto ai ragazzi del gruppo informale la possibilità di entrare in contratto in maniera più seria sia con l’altro operatore sia con il centro giovani inteso come struttura con strumenti utili per facilitare la realizzazione delle loro proposte.

Elemento di slancio è stato l'entusiasmo riportato dai ragazzi del centro dopo il ritorno dello scambio con la Svezia. Una delle ragazze partecipanti è vicina di casa di una ragazza del gruppo informale. I ragazzi hanno espresso la volontà di realizzare una esperienza simile. E così si è cominciato a sviluppare un percorso educativo con lo scopo finale della realizzazione dello scambio. Si sono divisi i compiti ma anche sono stati informati sul rischio della non accettazione del progetto.

- Messa in gioco

Dopo le spiegazioni sul programma Gioventù, avute dalla operatrice Lisa, insieme al gruppo si è fatto:

§ La scheda di richiesta di partenariato

§ Una ricerca su internet dell'opportunità di scambio

§ Sono arrivate proposte di scambi e insieme sono state valutate.

In ogni uno di questi momenti, i ragazzi si sono spostati dalla piazza dove di solito si lavora al centro. Hanno utilizzato internet e hanno risposto in inglese. Il lavoro di valutazione e di risposta alle proposte si è fatto sempre in gruppo. Tutti hanno detto la propria e si sono trovate accordi e soluzioni concordate.

Nonostante questa non sia la prima attività concreta che il gruppo abbia realizzato congiuntamente, dato che l'estate scorsa si sono organizzati (solo i maschi) per una vacanza insieme, è stata forse la prima volta che "tutti" sono stati ascoltati ed integrati.

Essendo le proposte ricevute in inglese e le rispettive risposte anche, questo ha attuato una sorta di consapevolezza dell'importanza della lingua dato che in questi momenti hanno avuto partecipazione attiva solo quelli che l'inglese lo dominano di più.

L'importanza di saper usare internet e la posta elettronica, in alcuni, i più "digiuni", ha svegliato la curiosità e il desiderio di imparare.

Questi due stimoli: l'importanza della lingua e l'utilizzo di internet, sono elementi che terremo in 

considerazione nella programmazione delle attività da concordare con il gruppo.

- All'opera

In questo momento i ragazzi sono coinvolti in varie attività, sono stati divisi in gruppo di lavoro. L'obiettivo del lavoro che stanno svolgendo è quello di realizzare dei "prodotti" da condividere con i ragazzi che ospiteranno al gruppo, per cui il materiale verrà spedito in parte per posta e in parte con internet. Questo è un primo passo sia di lavoro di gruppo concreto (bisogno espresso esplicitamente dai ragazzi) sia di primo approccio con altre culture. I settori su cui si stanno muovendo sono :

§ Musica: un gruppo sta facendo una ricerca sulle musiche che ascoltano di solito sia italiana sia straniera.

§ Ricerca testi: ricerca di testi in italiano che hanno come argomento il viaggio, la conoscenza di altri popoli, il muoversi…

§ Esplorazione del territorio: un gruppo sta registrando i suoni della città, della loro quotidianità: motorini, autobus, scuola, la piazza in cui si incontrano, dato che questo è uno spazio che loro condividono con anziani e bambini.

§ Intervista ad una coppia di anziani: insieme all'operatore stanno facendo una intervista a due nonni. A loro verrà chiesto: raccontare la Firenze che c'era e che i ragazzi non hanno mai visto ne verranno mai più, raccontare come era vissuta ai loro tempi la esperienza del viaggio, l'incontro con altre culture, la lotta per la vita quotidiana nei momenti difficile della storia dell'Italia: la guerra. Si darà molto spazio anche quello che i nonni liberamente vogliano dire.

Il materiale raccolto verrà messo insieme e sarà utilizzato sia per la mostra itinerante che si svolgerà nei vari punti Bri@n con la partecipazione del gruppo internazionale dei ragazzi del progetto Leonardo ; sia con il gruppo estero che farà l'accoglienza ai ragazzi durante lo scambio.

I racconti selezionati saranno anche pubblicati nel giornalino cartaceo itinerante che al Galluzzo si sta strutturando. Questo vorrebbe essere un momento di connessione tra il Galluzzo e Gavinana.

Anche in questa occasione sono coinvolti i ragazzi del prog. Leonardo, loro contribuiranno con alcuni articoli di vari temi: ricetta di cucina, leggende delle loro terre, disegni e fumetti.

01.01.2008. 12:14

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